Incipit per iniziare la settimana: Elena Ferrante

Elena Ferrante è e non è. Meravigliosamente nello stesso soggetto sfuggevole, consapevole, che accettiamo senza riserve purchè si possa leggere, purchè continui a scrivere.

Un pomeriggio d’aprile, subito dopo pranzo, mio marito mi annunciò che voleva lasciarmi. Lo fece mentre sparecchiavamo la tavola, i bambini litigavano come al solito nell’altra stanza, il cane sognava brontolando accanto al termosifone. Mi disse che era confuso, stava vivendo brutti momenti di stanchezza, di insoddisfazione, forse di viltà. Parlò a lungo dei nostri quindici anni di matrimonio, dei figli, e ammise che non aveva nulla da rimproverare né a loro né a me. Tenne un atteggiamento composto come sempre, a parte un gesto eccessivo della mano destra quando mi spiegò con una smorfia infantile che voci lievi, una specie di sussurro, lo stavano spingendo altrove. Poi si assunse la colpa di tutto quello che stava accadendo e si chiuse con cautela la porta di casa alle spalle lasciandomi impietrita accanto al lavandino.

I Giorni dell’abbandono – E.Ferrante – Acquista

Stamattina mi ha telefonato Rino, ho creduto che volesse ancora soldi e mi sono preparata a negarglieli. Invece, il motivo della telefonata era un altro: sua madre non si trovava più.

L’amica geniale – E.Ferrante – Acquista

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